Il territorio del Cirò rappresenta, per superfice e storia, la realtà viticola più importante in Calabria. La vite si coltiva in questo territorio sin dai tempi delle antiche colonie greche, infatti, dove oggi si coltivano i vigneti, un tempo sorgeva Krimisa. Alla caduta dell’impero Romano i vigneti vennero abbandonati, il ritorno della viticoltura nel territorio cirotano ricompare soltanto dopo il 550 a.C., quando Giustiniano riconquistò queste terre dal dominio Visigoto.
Al suo seguito, i padri Basiliani e le popolazioni di origine Armena diedero un nuovo impulso alla produzione del vino: in questo periodo venne fondata Ypsicron, odierna Cirò.
Nei secoli seguenti vennero selezionati i vitigni che meglio si adattavano a questo terroir, su tutti il Gaglioppo, vitigno principale della DOC Cirò.
Il territorio cirotano è quello tipico della costa ionica Calabrese: strette lingue di terra pianeggiante che terminano sulle spiagge del litorale. A ridosso di queste pianure, i terreni collinari sono attraversati dalle fiumare.  È proprio su queste colline che si coltivano i migliori vigneti, allevati, ancora oggi, ad alberello.